Sacerdote sardo reo di abusi su minori condannato a
Parma
La condanna di don Marco Dessì è la prova
che le denunce alla magistratura producono il loro effetto, invece quando si
segue l’iter imposto dalle leggi canoniche (“Crimen sollicitationis”) le cose
finiscono in niente o, come nel caso di Agrigento, ci sono dei vescovi che
denunciano le vittime per diffamazione o danni di immagine.
Pedofilia: condannato missionario
Sacerdote sardo reo di abusi su minori, rito abbreviato
(ANSA) - PARMA, 23 MAG. 2007.
Condannato a 12 anni don Marco Dessi', il missionario
sardo accusato di abusi sessuali su minori e detenzione di materiale
pedopornografico. La sentenza tiene conto dello sconto di pena di un terzo
previsto dal rito abbreviato con cui Dessi', 59 anni, e' stato giudicato. Alla
lettura del dispositivo, Dessi', presente in aula, non ha avuto alcun tipo di
reazione. Ai tre ex ragazzi del coro del Gestsemani, vittime degli abusi del
sacerdote, riconosciuta una provvisionale di 100mila euro ciascuno.
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2007-05-23_12389820.html
Violenza sessuale Chiuse le indagini sul missionario
Film porno inchiodano don Dessì
Luisa Satta
Da L'Espresso http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Film-porno-inchiodano-don-Dess%C3%AC/1516448/6
Nel suo computer sarebbe stata trovata una galleria degli orrori
PARMA. Il pubblico ministero di Parma, Lucia Russo, depositerà stamane l’atto
di conclusione delle indagini per abusi sessuali a carico di don Marco Dessì,
59 anni, il missionario di Villamassargia - per molti anni in Centro America -
arrestato il 4 dicembre scorso a Cagliari. Le accuse mosse al sacerdote sono di
violenza sessuale su minori plurima, aggravata e continuata. La posizione di
don Dessì si sarebbe ulteriormente aggravata con nuovi scabrosi particolari,
sarebbero stati infatti ritrovati alcuni filmati inequivocabili. L’udienza
preliminare potrebbe essere fissata ad aprile.
Il caso del sacerdote, attualmente detenuto a Parma dopo che ai primi di
gennaio era stata bocciata la richiesta di scarcerazione, era stato sollevato
in settembre dall’associazione modenese ’Rock no war’. L’associazione, dopo un
viaggio in Nicaragua di alcuni dirigenti, aveva presentato un esposto alla
magistratura parmigiana assieme al Comune di Correggio (Reggio Emilia), alla
onlus sarda ’Solidando’ e ad altri cittadini.
Gli abusi - di cui‘Rock no war’ aveva raccolto testimonianze direttamente
dalle presunte vittime - sarebbero stati commessi e protratti per anni non solo
in Nicaragua, dove il religioso viveva e dove stava per ritornare quando fu
arrestato con grande scalpore in Sardegna ma anche in altri Paesi dove andava
ad esibirsi il coro ‘I bambini del Getsemani’, fondato nella sua missione di
Chinandega proprio da don Dessì.
Sei giovani nicaraguensi - di età tra i 7 e i 15 anni - che hanno parlato
con gli inquirenti delle violenze subite, sono stati ospitati sotto protezione
nel Reggiano. I ragazzi vorrebbero tornare nel loro paese, ma ci sarebbero
problemi di sicurezza. Le violenze sessuali sarebbero andate avanti da 1983
sino a tempi recenti. Le hanno raccontate in aula a fine dicembre durante un
incidente probatorio gli stessi ragazzi. Una drammatica deposizione che i
piccoli hanno fatto nascosti da un separè e sotto l’assistenza di psicologi.
Durante le indagini si è scoperto che il sacerdote aveva circa 1.400 foto
pedopornografiche sul suo personal computer. Don Dessì, a quanto si è appreso,
aveva anche tentato di cancellarle, ma gli esperti informatici della Procura
sono riusciti a recuperarle. E ora si parla di filmini pedopornografici,
tantissimi, al vaglio degli inquirenti. Tutte prove che domani saranno rese
pubbliche con la chiusura delle indagini. Il religioso si difende sostenendo si
essere vittima di una montatura per screditare lui e la chiesa cattolica in
Nicaragua.
Le organizzazioni che hanno denunciato il sacerdote, invece, sostengono
che il Vaticano si è schierato a fianco dei ragazzini che sarebbero stati
abusati e che la stessa chiesa nicaraguegna si sta attivando per aiutare le
vittime della violenza.
(21 febbraio 2007)
Da Ansa, alcune statistiche
2007-05-23 11:06 http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/emiliaromagna/news/2007-05-23_12379338.html
Pedopornografia: 400 indagati in 4 anni, 90%
patteggia
Lombardia prima tra le Regioni, poi Veneto, Lazio,
Sicilia
(ANSA) - CATANIA, 23 MAG - Oltre 400 siti Internet a
contenuto pedofilo oscurati e sequestrati, 13 persone arrestate, 641
perquisizioni in tutta Italia. E oltre 700 persone indagate. E' il bilancio di
4 anni di attività del Nucleo investigativo telematico della Procura di
Siracusa. Il pedofilo on line medio ha 40-45 anni, reddito medio alto,sposato e
con figli. Oltre il 90% patteggia la pena. Lombardia al primo posto come
frequenza di indagini, poi Veneto, Lazio, Sicilia, Emilia, Piemonte, Campania e
Toscana.