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L'INIZIATIVA DEL PARROCO DELLA
SANTISSIMA TRINITÀ BLOCCATA DAL VESCOVO
Trento, la guerra della moschea Colletta per la comunità islamica
di
GIUSEPPE CAPORALE
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TRENTO - Il vescovo contro parroco, la Cgil all'attacco della Lega. A Trento
esplode la "guerra della moschea".
Tutto nasce da una colletta lanciata in chiesa per aiutare la comunità islamica
a costruire un edificio di culto. I fedeli della parrocchia della Santissima
Trinità, in pochi giorni, avevano raccolto quasi mille euro di offerte per
rispondere all'appello lanciato dal pulpito della chiesa da padre Giorgio
Butterini.
L'intento, donare i soldi raccolti all'imam Aboulkheir Breigheche, impegnato a
realizzare un nuovo luogo di culto islamico in città. Un gesto per una Pasqua di
dialogo interreligioso, spiega padre Butterini. Ma la colletta, dopo due giorni,
è stata bruscamente interrotta dal vescovo Luigi Bressan con parole fin troppo
chiare: "Ogni gruppo religioso provveda a se stesso, padre Butterini fermi
subito la donazione di quei fondi".
Un
invito a nozze per la Lega Nord, che da mesi si batte contro la costruzione di
quella moschea. Con tanto di petizione da diecimila firme. E che è ritornata
alla carica con volantini e gazebo in piazza. Eppure, quando il frate cappuccino
aveva annunciato la sua intenzione ai fedeli, nessuno si era mostrato contrario.
Anzi, la raccolta si era rivelata più cospicua del solito. Giusto il tempo di
raccogliere i fondi, e lasciare a disposizione l'offertorio per ulteriori
donazioni, che il vescovo è intervenuto per tentare di bloccare l'iniziativa,
accompagnato dalle dure reazioni di alcuni parroci della città. "Ha fatto bene
monsignor Bressan a intervenire. Solo se l'Islam cambierà volto, avrà diritto ad
un luogo di culto - ha commentato don Pietro Rattin - la carità e il pane sono
per l'amor di Dio e non per le moschee, che sono già abbastanza sovvenzionate
dall'estero". "Ogni chiesa deve pensare alle proprie spese - ha rincarato don
Lino Fronza - perché l'Islam non dipende da Dio".
A
sostenere invece il frate, il segretario della Cgil del Trentino Ruggero Purin:
"Il vescovo, piuttosto che opporsi alle iniziative anti-costituzionali della
Lega Nord, preferisce esprimere il suo dissenso nei confronti dell'azione dei
padri cappuccini con una motivazione poco ecumenica. Ma non dice che la
confessione religiosa cattolica, è sostenuta da denaro pubblico e quindi da
risorse di persone non appartenenti alla sua religione". Costernato padre
Butterini: "I trentini prima celebrano Chiara Lubich (fondatrice del movimento
dei Focolari, ndr) per la sua opera a favore dell'ecumenismo e poi firmano ai
gazebo della Lega contro la moschea. Il terrorismo non nasce lì. Dobbiamo essere
più saggi, perché la Lega Nord gioca sulle paure antropologiche della gente".
A
Trento la moschea esiste da 17 anni senza che siano mai sorti problemi di
convivenza. Da tempo però, lo spazio non risponde più alle esigenze dei fedeli
musulmani. E ora la comunità islamica vuole acquistare un terreno e costruire.
Già raccolti centomila euro. "Più che una moschea - ha spiegato l'imam - il
nostro sarà un centro culturale, di incontro, un punto di ascolto e di preghiera
per favorire l'integrazione. Niente cupole e minareti. Ci sarà una grande sala
per la preghiera, la biblioteca, luoghi per convegni e studio. Si incontreranno
le famiglie". Breigheche a giorni incontrerà padre Butterini. "Il suo è stato un
gesto dal forte valore simbolico che proviene dal vero trentino, quello della
solidarietà e dell'accoglienza". E nonostante il divieto del vescovo, il frate
ha annunciato che donerà lo stesso la cifra raccolta per la moschea.
(26
marzo 2008) - da Repubblica
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/guerra-moschea/guerra-moschea/guerra-moschea.html