Stop all'alimentazione per Eluana

 

da La Stampa.it del 9 luglio 2008



La Corte d’appello civile di Milano ha autorizzato oggi il padre di Eluana Englaro, in qualità di tutore, ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzato che da 16 anni tiene in vita la figlia.

Eluana, a causa di un incidente stradale, è in stato vegetativo permanente dal 18 gennaio 1992. Il padre della ragazza, Beppino Englaro, dal 1999 chiede la sospensione del trattamento.

Il decreto in cui si autorizza la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione a Eluana è stato redatto dal giudice della prima sezione civile della Corte d’appello di Milano Filippo Lamanna. Del collegio, che ha preso la decisione, hanno fatto parte anche i giudici Giuseppe Patrone e Paolo Negri Della Torre.

 L’autorizzazione all’interruzione del trattamento del sostegno vitale a Eluana è stata data in base alle indicazioni stabilite dalla Cassazione, con sentenza di rinvio, lo scorso 16 ottobre.

La Corte d’appello ha ora ritenuto che fosse già stata provata e accertata l’irreversibilità dello stato vegetativo permanente della giovane donna e che sia stato dimostrato il convincimento di Eluana, quando era in piena coscienza, e cioè che avrebbe preferito morire piuttosto che essere tenuta in vita artificialmente senza più capacità percettive e avere contatti con il mondo esterno. Il provvedimento dei giudici di appello teoricamente può essere ancora soggetto a ricorso davanti alla Cassazione.

Il papà: è una creatura splendida
Ora posso liberarla. Così Beppino Englaro ha accolto la notizia.

«Sento semplicemente - ha detto Englaro- che posso liberare la creatura più splendida che abbia avuto modo di conoscere. È molto semplice: la medicina ha portato Eluana in questa condizione e la medicina è in grado di farla uscire da questa situazione, sempre come deve essere fatto».

Beppino Englaro ha spiegato che la decisione di oggi «era il minimo e il massimo che ci si poteva attendere in questa vicenda umana, clinica e giuridica». «Il minimo e al tempo stesso il massimo - ha precisto - Possiamo essere orgogliosi di vivere in uno Stato di diritto.

Il Paese può essere orgoglioso che il principio di diritto e le libertà fondamentali vengono rispettati».