Sacerdote autonomamente  denuncia confratelli per abuso su minori

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Roma, 1 luglio 2008

 

• Dichiarazione di Mario Staderini, della Direzione nazionale di Radicali Italiani

Nella drammatica vicenda degli abusi su minori nella parrocchia romana di Selva Candida colpisce la scelta del sacerdote che con la sua denuncia ha dato il via alle indagini, in aperto e prezioso contrasto con la politica pluridecennale delle gerarchie della Chiesa cattolica volta a secretare le notizie criminis all’interno dell’ordinamento canonico.

 

Sono ancora in vigore, infatti, le norme della Santa Sede che, a partire dalla Crimen sollicitationis del 1962, hanno l’effetto di evitare l’accertamento della verità da parte dell’autorità giudiziaria di fronte a reati sessuali compiuti da esponenti del clero.

 

Al Vescovo di Roma, anche alla luce delle recenti, gravi condanne di altri preti operanti nelle parrocchie romane, mi permetto di porre la questione urgente del pubblico superamento della politica di oggettiva copertura sin qui tenuta dal Vaticano, indispensabile anche per affrontare il problema strutturale della libertà, della responsabilità, dell'amore, e quindi anche della sessualità, dei religiosi

Al Sindaco Alemanno, del cui programma per le politiche sulla famiglia l’indagato era garante, chiedo di passare dalle parole di oggi ai fatti:

il Comune si costituisca parte civile nel procedimento penale per meglio assicurare assistenza a chi è doppiamente debole,

così come il precedente sindaco ha ripetutamente fatto nei casi di violenza sessuale a danno delle donne.