Contento di non essere stato eletto Papa

di Rob Blackhurst      http://www.ft.com/cms/s/0/516c8090-b02f-11dc-b874-0000779fd2ac.html

dicembre 2007

 

La solitaria residenza di mattoni rossi dell'Arcivescovo di Westmister manca decisamente di addobbi natalizi. Lungo la grande scalinata che porta al grande salone delle cerimonie, tempestata di scuri ritratti di cardinali inglesi, due preti stanno discutendo sulla tristezza dei due rami di pino posti accanto alla natività. "avremmo pututo fare meglio con un bell'albero di natale", dice uno "è piuttosto squallido".

La residenza in stile inglese, sulla strada che porta alla Cattedrale di Westminster, è percorsa da sussurri,  freddi spifferi d'aria e corridoi enormi che fanno eco alle voci.

Sono condotto nell'enorme salotto dell'arcivescovo con la sua poltrona rosa e i dipinti giganteschi di Roma e dei santi.

L'atmosfera minacciosa sparisce quando Cormac Murphy-O'Connor, il decimo Arcivescovo di Westminster, arriva dal suo appartamento del piano superiore, alto e imponente nel suo cardigan nero, con la camicia da prete - fresco di rasatura e sorridente.

A 75 anni, così alto, mantiene la vitalità del giovane prete che guidava un folto gruppetto in seminario.

A parte la sua grande professionalità, ci sono valide ragioni per la sua felicità all'approssimarsi della fine d'anno. Dopo otto anni nel ruolo, il 2008 potrebbe essere il suo ultimo anno da arcivescovo, avendo ritardato a lungo il suo pensionamento. Lo possiamo dunque perdonare per il suo compiacimento del proprio operato. Dopo un inizio incerto, il capo della chiesa romana cattolica inglese e gallese, può certo dirsi il leader spirituale di più elevata rappresentatività degli ultimi dodici mesi -  sia che si tratti di un talk show televisivo o lo studio del programma today o il pulpito della cattedrale. Mentre Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e capo della chiesa anglicana, è stato costretto al silenzio allo scopo di tenere insieme le fazioni in contrasto, il cardinale ha meritato il ruolo di guida nel processo di cambiamento contro ciò che la rivista  Spectator ha definito "politiche cristofobiche". Murphy-O'Connor presenta la chiesa cattolica non come un "magistero onnipotente", ma come una istituzione accerchiata e minacciata da un secolarismo aggressivo.

Ha fatto pressioni per la riduzione del limite di aborto da 24 settimane a 20, unitamente ai vescovi anglicani della Camera dei Lord ha combattutto l'eutanasia e a guidato un comitato contro le ricerche sulle cellule staminali embrionali. La sua campagna di alto profilo contro una legislazione egualitaria che induce le agenzie di adozione cattoliche a considerare le coppie gay come genitori adottivi, gli ha fruttato l'approvazione del Daily Mail. Ma mentre da una parte l'arcivescovo ritiene tali negazioni un successo, il tutto viene temperato dal fatto che la sua campagna è stata disattesa al momento del voto. Nonostante il suo tentativo di chiudere le agenzie, la legge fu approvata ad aprile, senza possibilità di ricorso.

"Sono veramente sorpreso", ha detto, "pensavo che la legislazione non fosse necessaria. Praticamente era già possibile che due omosessuali adottassero. Questa cosa va molto al di là, perché in pratica dice che una unione omosessuale equivale a un matrimonio tra un uomo e una donna. La nostra opposizione alla legge rappresenta realmente la nostra convinzione sul primato della famiglia". Ad oggi,

le agenzie non sono state chiuse e la chiesa avrà da combattere ancora fino alla fine del 2008, anche se è chiaro che il cardinale non lo trova affatto piacevole.

Non molto tempo dopo la sua elevazione a cardinale, ha parlato di un Regno Unito secolare in cui la cristianità era "praticamente svanita".

E, nonostante l'apparente cordialità delle sue maniere, il suo tono austero è evidente soprattutto quando gli ho chiesto se avesse un messaggio di Natale per i lettori del Financial Times.

Non ha offerto una semplice lezione di morale sulla carità, sul pentirsi dei peccati ma un discorso portata storica: "Ora sta a lei riassumere quanto dirò", mi ha avvertito.

 

"L'Illuminismo, l'era della ragione - ha portato a una situazione in cui si pensa che la religione e i valori religiosi possano essere messi in secondo piano, e che l'economia, il progresso tecnologico e scientifico risolveranno i problemi dell'umanità. I lettori del FT realizzerano che il successo economico non basta. Bisogna focalizzarsi sulla dignità della persona umana, sulla famiglia e sul trascendente".

Il cardinale parla con lunghe frasi, evitando facili trappole, tanto da rendere difficile andare oltre il sermone generico sulla volontà di Dio e sui sentimenti degli uomini. Le qualità diplomatiche proprie di quest'uomo, figlio di un medico immigrato immigrato dall'irlanda, sono state affinate fin dall'infanzia.  La sua sensibilità verso i media è stata indubbiamente accresciuta da una gran quantità di interviste a giornalisti nel suo primo anno di incarico come Arcivescovo di Westminster, periodo in cui le accuse di pedofilia sui preti cattolici avevano il loro picco massimo.

All'inizio degli anni '80, quando Murphy-O'Connor era vescovo di Brighton e Arundel, gli fu riferito che un prete, Michael Hill, era pedofilo. Invece di denunciare Hill alla polizia, il vesdovo seguì la consueta procedura della chiesa cattolica, trasferendolo in una cappella di un'area industriale vicino all'aeroporto di Gatwick, dove pensava di tenerlo lontano dai bambini. Hill, invece, compì altri abusi e fu arrestato nel 1997 per un gran numero di violenze sessuali.

Quando i fatti divennero di pubblico dominio, Murphy-O'Connor fu maldestro e distratto e inizialmente cercò di calmare i media. Avrà mai pensato di dare le dimissioni?

"Non l'ho fatto, veramente, perché ho pensato che, nonostante l'attacco sembrasse nei miei confronti, era in realtà all'intera chiesa", ha detto a sua discolpa quando interpellato sull'argomento. "E' stato un periodo difficile poiché, come qualunque cattolico, provi una certo disagio per il fatto che un prete commetta questi crimini. Sono cose terribili".

Ma se le sue arti comunicative sembravano in panne, molto più sicuri furono i suoi passi per evitare lo scandalo: si è scusato sentitamente, costituendo una commissione dei migliori fra i migliori e ha sviluppato delle raccomandazioni per la protezione del fanciullo, oltre a controlli di polizia su tutti i lavoratori delle diocesi.

Murphy-O'Connor è nato e cresciuto negli anni '30 a Reading, Berkshire, insieme a cinque fratelli da un medico di Cork. Tre zii e due dei suoi quattro fratelli più grandi sono diventati preti. Descrive la sua famiglia come "molto devota" e "disciplinata" - sebbene il business dei vini di proprietà della famiglia e la passione di suo fratello James per il rugby, suggeriscano un remoto residuo di convivialità nei geni della famiglia stessa. In questo ambiente, la chiamata al presbiterato è stata praticamente una carriera ben meditata piuttosto che una improvviso accadimento epifanico. "Pensavo di seguire mio padre e diventare medico, oppure insegnante o concertista. Ma sotto tutto questo, esisteva già il pensiero di diventare prete. Ricordo ancora che ero in giro in macchina con mio padre - mentre lui faceva le sue chiamate ai pazienti. Mi pare avessi 15 anni. Lui mi chiese cosa volevo fare da grande. E ho risposto prontamente: 'Il prete' ".

Ricorda la sua fanciullezza come un periodo in cui "Sentivamo che eravamo diversi. Eravamo molto uniti. C'era molto sospetto verso i cattolici nel nostro ambiente. Non esistevano neanche giudici cattolici".

A 18 anni, Murphy-O'Connor seguì due dei suoi fratelli a collegio inglese di Roma dove, per sei anni, ha studiato filosofia e teologia. Fu ordinato nel 1956 e assegnato alla parrocchia di Portsmouth. A 40 anni, dopo circa un decennio di incarico come cappellano e parroco dell'allora vescovo di Portsmouth, il Reverendissimo Derek Worlock, gli fu chiesto di tornare a Roma per diventare rettore del Collegio Inglese. Nel dicembre 1977, fu ordinato vescovo di Arundel e Brighton, dove rimase per 22 anni.

Il cardinale dice di "aver voluto sempre e solo essere un buon pastore" e che sarebbe stato contento di rimanere un semplice parroco. Se è ambizioso, lo nasconde bene: "Quando fui ordinato, la mia ambizione era di avere cura dei parrocchiani -  ma non sembra essere andata così. A un'età piuttosto giovane sono stato ordinato vescovo. La mia ambizione era stata deviata da altri eventi che ho accettato". Comincia, quasi intonando una melodia, tra il parlato e il cantato, una sorta di inno fatalistico: "Tu sai, Signore dell'uomo nuovo, Luce gentile, nell'oscurità che avvolge/ guidami tu".

Murphy-O'Connor aveva quasi 70 anni e andava verso il pensionamento quando, nel 2000, fu sorprendentemente scelto per seguire gli effluvi della celebrità come Arcivescovo di Westminster. Sebbene faccia ben poco per fugare l'impressione di molti osservatori che avrebbe preferito ritirarsi per praticare il suo amato golf o per suonare Chopin, i desideri lo sappiamo che contano poco quando Roma chiama. Un anno dopo la sua nomina a Westminster, è stato fatto cardinale. "Non è stato proprio piacevole - ma prendi quel che viene e fai del tuo meglio. Quando sei cardinale, entri in un nuovo mondo - dove sei molto vicino al Papa - fai parte delle commissioni che lo aiutano da vicino. A volte è molto pressante".

La scorsa estate, al raggiungimento dell'età pensionabile di 75 anni, il cardinale ha rassegnato le dimissioni a Papa Benedetto, ma gli è stato chiesto di restare "ancora un anno più o meno". Cosa accadrà al suo pensionamento? "Se vivrò, sarò il primo Arcivescovo di Westminster ad andare in pensione. Tutti gli altri sono morti ancora in esercizio", ha detto cordialmente: "Sono sempre un cardinale - e continuerò a far parte delle commissioni a Roma. Avrò certamente più tempo per il golf, ma sarò meno distratto dalle cose del mondo e concentrato sulla lettura, sulla scrittura, e la riflessione. Farò anche un piccolo lavoro pastorale nelle parrocchie".

 

Ma, per adesso, il cardinale si sta preparando per le festività natalizie che vedranno una sua visita alla prigione di Holloway ("il luogo più importante che visiterò a Natale. Sono praticamente alla base della piramide, nessuno se ne cura"), celebrerà la messa di mezzanotte a Westminster registrata da Radio 4, e, se avrà tempo, "leggerà il libro di Jeremy Paxman sulla Famiglia Reale". "Questo prevedo insieme alla lettura dell'ultima Enciclica".

Il prossimo week-end, visiterà due zii ancora in vita e celebrerà la messa con i 20 nipoti. Ma dividerà il pranzo di Natale solo con i suoi confratelli più vicini: i preti della cattedrale e le suore che cucinano e puliscono la sua residenza.

Gli ho domandato, alla fine, cosa prevede per il pontificato di Benedetto XVI - la cui teologia è ritenuta molto più rigida rispetto alle idee più liberali di Murphy-O'Connor. "ora la gente va a Roma non tanto per vedere il Papa, ma per ascoltare ciò che dice. Papa Giovanni Paolo con i suoi gesti e la sua apertura ha catturato l'immaginazione di tutti. Questo papa cattura mente e cuore con quello che insegna e predica".

 

Nonostante il suo essere allineato, Murphy-O'Connor è leggermente dissenziente riguardo l'ordinazione di uomini sposati: "Abbiamo un largo numero di uomini sposati in questa diocesi che erano ex-anglicani. Se mi chiedeste 'lei pensa che la chiesa possa cambiare e ordinare uomini sposati?, le risponderei "si, potrebbe".

Mentre finiamo l'intervista, ho chiesto al cardinale commenti sul conclave papale del 2004, durante il quale era fra i 115 cardinali chiusi nella Cappella Sistina per due giorni per eleggere il successore di Giovanni Paolo II. Per la prima volta, sembra sobbalzare sulla sedia. Mi ha fornito qualcosa, che se non venisse dalla bocca di un cardinale, suonerebbe come una teoria corpirativa vaticana: "Nessuno poteva raggiungerci. Alcuni avevano il cellulare, ma non funzionava. Non so come abbiano fatto, ma l'hanno fatto. Ogni giorno ci guardavamo l'un l'altro e pensavamo 'accidenti, qualche pover'uomo uscirà da qui Papa' ".

 

E si è sentito sollevato a non essere lei? gli ho domandato. I suo occhi hanno brillato, ha tirato indietro la testa e ridendo ha detto "molto sollevato".

 

 

(Traduzione di Stefania Salomone)

 

 

 

 

Relieved not to be Pope

 

By Rob Blackhurst     

 

Published: December 22 2007 02:00 | Last updated: December 22 2007 02:00

 

The gloomy redbrick residence of the Archbishop of Westminster is decidedly lacking in festive cheer. On the wide ceremonial staircase, flanked by dark portraits of 10 English cardinals, two priests are complaining in mock-lugubrious Father Ted -fashion about the spindly collection of pine branches that has been arranged around a nativity scene. "We could have done with a better Christmas tree," says one, "It's pretty mangy."

 

( Tralasciati molti precedenti paragrafi, per vedere tutto clicca sul link: http://www.ft.com/cms/s/0/516c8090-b02f-11dc-b874-0000779fd2ac.html )

 

In spite of this endorsement, Murphy-O'Connor is gently subversive in making a case for the ordination of married men: "We have a number of married men in this diocese who are former Anglicans who are already married. If you say to me, 'Do you think the church could change and ordain many married men?' the answer is, 'Yes, it could.' "

 

As we finish the interview, I ask the cardinal for his memories of the papal conclave in 2005, when he was one of 115 cardinals enclosed in the Sistine Chapel for two days to elect John Paul's successor. For the first time, he seems to bounce from his chair. He gives what, if it didn't come from the lips of a cardinal, might sound like a Vatican conspiracy theory: "Nobody could reach us. Some had mobiles but, if you tried to phone, it didn't work. They blocked the mobile phones. I don't know how they did it but they did. Each day we looked at each other and thought, 'Gosh, some poor man is going to come out of here Pope.' "

 

And were you relieved it wasn't you? I ask. His eyes twinkle and he throws back his head, turns the colour of his cardinal's galero, and roars with laughter. "Very relieved."

 

Copyright The Financial Times Limited 2007