
Il cardinale Ruini al
primo pellegrinaggio in aereo
DAL BLOG di papa Ratzinger, ufficioso ma benedetto
dal Santo Padre, si legge: "Nell'era del low cost, l'Opera Romana
Pellegrinaggi si adegua". La ricerca di Dio si affida a voli rigorosamente
a basso costo. Il Boeing 707-200 della flotta Mistral, fondata nel 1981
dall'attore Bud Spencer, e ora targato Orp, è decollato il 27 agosto da Roma
con destinazione Lourdes.
I pellegrini, 148 fra i quali l'invitato Luciano Moggi, hanno intrapreso il
viaggio spirituale supportati da una guida d'eccellenza: il cardinale Camillo
Ruini. Il rettore della Pontificia Università Lateranense ha elargito la sua
benedizione ai devoti. All'ingresso, le hostess in completo giallo e blu,
spilla del Vaticano e fazzoletto giallo al collo, accolgono i passeggeri e li
accompagno al posto. Sul poggiatesta si legge: "Cerco il tuo volto
Signore".
È nato insomma con un lancio pubblicitario in grande stile l'accordo fra il
Vaticano e la Mistral nel settore del turismo della fede. Per una "ricerca
di Dio con voli rigorosamente a basso costo", la Chiesa si affida al
testimonial Luciano Moggi, all'epoca già rinviato a giudizio, e alla
chiacchierata compagnia delle Poste Italiane. La Mistral, fondata da Bud
Spencer e salvata durante il governo Berlusconi con un'operazione giudicata
fuori mercato perfino da alcuni parlamentari della destra e ancora oggi avvolta
nel mistero.
Un'interrogazione del deputato di An Vincenzo Nespoli sul perché le Poste
sborsavano fino a quindici volte il valore nominale delle azioni Mistral, per
fare oltrettutto concorrenza all'Alitalia in crisi, non ebbe mai risposta dal
governo. Il patto fra Mistral e Opera Romana Pellegrinaggi per trasportare il
primo anno 50 mila pellegrini italiani verso i santuari d'Europa e Terra Santa,
con la previsione di arrivare a 150 mila nel 2008 (centocinquantesimo
anniversario dell'apparizione di Fatima) non è che la punta dell'iceberg di un
affare gigantesco: il turismo religioso. Quasi sempre esentasse.
L'Opr è presieduta da Camillo Ruini, Vicario di Roma, con Liberio Andreatta già
amministratore delegato e ora vice presidente, alle dirette dipendenze della
Santa Sede. A fianco dell'Opr svolge un ruolo importante l'Apsa,
l'amministrazione patrimoniale della Santa sede, che gestisce gli immobili
della Chiesa e spesso gli utili alberghieri. Entrambe le società hanno sede
nella Città del Vaticano, godono dunque di un regime di extraterritorialità che
significa in pratica non dover presentare bilanci e sfuggire alle leggi
italiane in materia fiscale, di igiene, prevenzione eccetera.
In più, in tutte le convenzioni fra l'Orp e i clienti, esiste un comma (16) che
rimanda "per tutte le eventiali controversie" alla "legge
fondamentale dello Stato della Città del Vaticano". E qual è la legge
fondamentale della Città del Vaticano? Questa, che su qualsiasi controversia
legale, civile o penale, l'ultima parola spetta al Papa. Il turista cattolico o
no, ma in ogni caso al novanta per cento cittadino italiano, che volesse
reclamare contro il servizio offerto, dovrebbe dunque aspettare la parola
definitiva del Santo Padre. Nonostante questo, lo Stato italiano favorisce in
vari modi l'Orp, patrocinata anche dal ministero delle Comunicazioni.
L'extraterritorialità del resto è una regola piuttosto diffusa per le attività
commerciali della Chiesa, come nella sanità privata. L'ospedale pediatrico
romano del Bambin Gesù, per fare un esempio, notissimo ai genitori della
capitale, riceve numerosi finanziamenti statali e della Regione Lazio. Ma né
l'amministrazione statale né quella regionale hanno il potere di rivedere gli
accordi col Bambin Gesù perché ogni modifica deve essere trattata direttamente
dal ministro degli Esteri con il Vaticano.
In un settore ricco e in forte espansione come il turismo,
l'extraterritorialità si traduce in un formidabile ombrello fiscale. Non si
tratta soltanto dell'Ici non pagata per alberghi, ristoranti, bar di proprietà
degli enti ecclesiastici. Ma anche del mancato gettito di Irpef, Ires, Irap e
altre imposte. Su questo lungo elenco di privilegi fiscali, non soltanto
sull'Ici, la commissione europea ha chiesto da tempo chiarimenti al governo italiano.
I lavoratori delle "case religiose", sempre più spesso veri e propri
alberghi rintracciabili sul circuito commerciale normale, sono spesso suore o
preti o volontari o legati da contratti anomali di collaborazione. Quindi la
Chiesa non deve pagare le imposte sul lavoro dipendente.
Nel sito della Cei, a questo proposito, si legge negli ultimi tempi una
ricorrente lamentela per il fatto che, visti gli indici di crescita, la catena
turistica religiosa deve ricorrere sempre più spesso al personale "esterno".
"Il personale esterno non garantisce le stesse prestazioni" di suore
e preti, pretende di essere pagato per gli straordinari e cerca di introdurre
tutele sindacali. Sia pure con i limiti enormi di libertà imposti dalla
giurisdizione pontificia. I privilegi fiscali della Chiesa si traducono in un
vantaggio sulla concorrenza e nella possibilità di praticare prezzi fuori
mercato.
Se il settore turistico cresce ovunque in Italia, l'espansione di quello
religioso ha tratti spettacolari, con un aumento di quasi il venti per cento
all'anno.
Nel volgere di quattro o cinque anni il volume d'affari potrebbe sfondare il
tetto dei 10 miliardi di euro. Non si tratta soltanto di turismo
"povero" o "low cost". "Sono ormai un centinaio i
monasteri-alberghi entrati nei network Condè-Nast, Relais & Chateaux o
Leading Hotel of the world" scrive il Sole 24 Ore. Ma si tratti di due,
tre, quattro o cinque stelle, i prezzi sono sempre inferiori alla concorrenza,
grazie alle minori spese.
Abbiamo parlato nelle puntate
scorse dell'hotel delle Brigidine, 190 euro a notte, ma in una zona dove un
quattro o cinque stelle costa quasi il doppio. I casi soltanto nella capitale
sono decine. Dai Carmelitani di Castel Sant'Angelo, che offrono camere con
frigobar, tv satellitare e aria condizionata a 120 euro, fino ai "tre
stelle" a 60 o 70 euro. La spendida abbazia di Chiaravalle alle porte di
Milano costa 300 euro, ma è un cinque stelle a tutti gli effetti. Lo stesso
vale per le celebri Orsoline di Cortina e per il monastero di Camaldoli nell'aretino,
mete di turismo intellettuale, culturale e politico d'alto bordo.
Se si scende al livello del turismo di massa, i prezzi calano ma il fatturato
esplode. E lo stato italiano favorisce in ogni modo. Con le esenzioni e con i
finanziamenti diretti. I 3.500 miliardi di lire versati dall'erario alla Chiesa
per il Giubileo sono serviti in buona parte a riorgazzare la rete di
accoglienza turistica. Ma quella pioggia di soldi non si è mai davvero fermata.
In varie forme, governo ed enti locali continuano a sovvenzionare la rete
alberghiera religiosa. Per il rilancio dell'antica Via Francigena, che nel
medioevo collegava Roma a Canterbury, l'ultimo finanziamento statale è stato di
10 milioni di euro.
Ma bisogna aggiungere le centinaia di contributi degli enti locali. Visto il
successo, l'Orp ha deciso di rilanciare anche altri pellegrinaggi: il Commino
di Sigerico, da Milano a Roma; la Via dell'Est, che da Venezia attraversa
Romagna e Umbria; l'antico cammino del Sud da Roma a Otranto. L'ultimo con un
passaggio d'obbligo al santuario di San Giovanni Rotondo, il cui boom turistico
ha messo di gran lunga in secondo piano le recenti rivelazioni sui dubbi di
Giovanni Paolo XXIII a proposito della santità di Padre Pio, i suoi rapporti
con le fedeli e l'origine reale delle stimmate.
In tutti questi progetti non c'è stato comune o provincia o regione o comunità
montane, governata da destra o da sinistra, che non si sia accollata
finanziamenti, agevolazioni fiscali, oneri di ristrutturazione. Non stupisce
insomma che l'Opera Romana Pellegrinaggi allarghi di settimana in settimana il
raggio d'azione. Il 2007 è stato l'anno dei voli della fede in Europa e Terra
Santa. Il 2008 sarà l'anno dello sbarco nel mercato americano con il progetto
"Christian World Tour". "Fra il 2008 e il 2009 - dichiara
l'amministratore delegato dell'Orp, padre Cesare Atuire - i progetti saranno
estesi all'America Latina e all'Oriente, in particolare Cina, India e
Filippine". Tutto "rigorosamente low cost".
(Hanno collaborato Carlo Pontesilli e Maurizio Turco)
(10 novembre 2007)