La sfida del sacerdozio femminile alla
chiesa arriva ad Eugene
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Sono due gli avvenimenti che avranno luogo nella chiesa al centro della città
di Eugene venerdì sera:
Una donna prete celebrerà la Messa. O meglio: una donna “prete” vorrebbe
celebrare la Messa.
Questo è certo: un ex-abitante di Eugene, Toni Tortorilla tornerà a presiedere
un rito religioso chiamato Messa Cattolica tradizionale.
Tortorilla, 60 anni, è una psicoterapeuta di Portland, laureata in teologia che
afferma di essersi sentita chiamata al presbiterato fin dall’infanzia. Nel
luglio scorso, durante una celebrazione nella chiesa protestante di Gresham, è
stata ordinata “primo prete cattolico donna” dell’Oregon – almeno agli occhi
dei suoi sostenitori.
Tortorilla è fra le quasi 100 donne nel mondo che sostengono di essere state
ordinate al presbiterato o al diaconato nell’ambito del movimento cattolico dei
preti-donna, nato nel 2002. Il movimento intende supportare donne
‘teologicamente preparate’ che sentono di essere “chiamate dallo Spirito Santo”
a diventare ministri dei loro fratelli fedeli cattolici.
Tortorilla e le sue colleghe sostengono di essere state ordinate da
vescovi-donna, a loro volta ordinate da vescovi in buoni rapporti con la chiesa
cattolica romana.
Ma
il diritto canonico, specialmente il canone 1024, vieta espressamente questa
azione: “Solo uomini battezzati possono validamente ricevere l’Ordine Sacro”.
Il movimento dei preti-donna ha riferito di recente che due donne hanno
ricevuto l’ordinazione presbiterale domenica a St. Louis. L’arcidiocesi del
luogo le ha minacciate di scomunica se avessero dato seguito alle loro
intenzioni.
L’arcidiocesi di Portland non ha effettuato simili minacce nei confronti di Tortorilla,
ma ha sottolineato che tali sue azioni risulterebbero nulle e dannose.
“Chiunque sostenga di essere stato ordinato vescovo, prete o diacono senza
l’apposita autorizzazione dalle autorità ecclesiastiche non solo affermano il
falso ma si estromettono dalla comunione ecclesiale”, ha dichiarato di recente
l’arcivescovo John Vlazny. “Siamo sempre addolorati quando nostre sorelle o
fratelli si allontanano da noi, specialmente se in questo modo”.
Patricia
Killen, storica del cristianesimo Nord Americano docente alla Pacific Lutheran
University di Tacoma, sostiene che il dibattito sull’ordinazione delle donne
solleva numerose problematiche riguardo a chi abbia l’ultima parola – la chiesa
o la coscienza personale – in una moderna società.
Gli atti di Tortorilla possono essere interpretati come gesti simbolici di
resistenza, un celato tentativo di creare scompiglio nella chiesa, o una
maniera plausibile per portare la chiesa a nuove concezioni teologiche, ha
detto Killen, fedele cattolico. “Non c’è possibilità di fare previsioni”, ha
detto.
Tortorilla, alla domanda se le sue azioni fossero realmente dannose per la
chiesa, cita un eminente teologo cattolico:
“S. Augustine dice, ‘Una legge ingiusta non è una legge”.
A livello personale, Tortorilla afferma di sentirsi vocata ad onorare una
chiamata a vita, cristallizzata nei 15 anni in cui ha vissuto a Eugene e a
Cottage Grove.
Lei è abituata a ricevere questa domanda – perché non fare la suora o servire
la chiesa come insegnante di religione, o cambiare per una denominazione
protestante in cui l’ordinazione delle donne è permessa? Dice di aver pensato a
questa possibilità in buona fede, e di esserne uscita spiritualmente vuota.
“Il fatto è che sono una donna cattolica e la
chiamata che sento è specifica al presbiterato cattolico romano e al sacramento
ministeriale”, ha detto. “Non conosco l’intenzione di Dio al riguardo, so
soltanto ciò che è vero per me”.
Tortorilla
racconta che aveva 5 anni quando se ne stava accanto ai genitori in fondo alla loro
chiesa una domenica e fissava l’altare attraverso la navata. Improvvisamente ha
sentito una spinta verso l’altare, una forza tale da calamitarla. La sua mente
di bambina ha lottato per dare un senso alla cosa.
“Tutto
ciò che sapevo era di appartenere a quel luogo e che vi sarei appartenuta in
futuro”, ci ha detto. “E’ stata una esperienza di tale profondità da non
lasciarmi alcun dubbio”.
Tortorilla è arrivata in Oregon negli anni ’70; abitava a Cottage Grove e
lavorava come coordinatrice didattica in religione nella parrocchia locale. Era
entusiasta di insegnare agli altri i temi del Vaticano II, che negli anni ‘60
aveva liberalizzato certi aspetti della dottrina cattolica.
Ma ci ha detto di aver sbattuto quasi subito contro “un muro di gomma”, ed essersi
irritata quando alcuni parrocchiani andavano dal parroco a chiedere il permesso
di “credere a ciò che lei insegnava loro”.
Tortorilla in seguito si trasferì a Eugene, dove ha vissuto per 14 anni dal 1979
al 1998. Iniziò la sua attività di terapeuta e fu membro attivo della chiesa
cattolica di St. Jude a sud di Eugene. Lì, si impegnò in un ministero rivolto
ai divorziati risposati e ad altri cattolici “che si sentivano alienati e
delusi” dalla chiesa.
Poi
nel 1992, Tortorilla rimase sconcertata da Ballot Measure 9, il movimento
contro i diritti dei gay nell’Oregon che aveva attirato l’attenzione del paese.
“Come terapeuta, ero consapevole del fatto che le persone stavano soffrendo”,
ha detto. “Percepivo la profonda necessità di controbilanciare il le loro
affermazioni dolorose e negative e contrastare il modo in cui la Bibbia veniva
usata per deridere i gay e le lesbiche”.
Tortorilla
ha contribuito a creare un nuovo ministero in collaborazione col St. Thomas
More Newman Center, vicino al campus dell’University dell’Oregon che sosteneva
i gay e le lesbiche cattolici.
Intorno al 1998, la chiamata al presbiterato era sempre più forte e Tortorilla si
trasferì in California per conseguire la laurea in teologia alla Jesuit School
of Theology di Berkeley. Tre anni più
tardi, si laureò e cominciò a cercare un’occupazione all’interno della chiesa.
Ha riferito che in più di un colloquio di lavoro la prima domanda che le veniva
posta era la sua posizione riguardo l’ordinazione delle donne.
Non ricevette nessuna offerta e fu costretta a riprendere la propria attività
di terapeuta a Portland. Il fato però è intervenuto di nuovo nel 2005 quando,
durante una conferenza religiosa, venne a conoscenza dell’esistenza del
movimento per le donne-prete.
“Il mio cuore batteva all’impazzata”, ricorda.
Paul e Mary Michaud, membri della parrocchia di St. Jude da lungo tempo, erano
presenti alla cerimonia di ordinazione di Tortorilla a luglio. Affermano di
provare grande rispetto per la sua empatia, la sua lealtà e la sua perseveranza.
“Sappiamo
che è così che i cambiamenti avvengono – un colpo qui e uno lì, per poi
arrivare al nocciolo”, ha detto Mary Michaud. “Ho 80 anni e sono felice di
assistere a tutto questo mentre sono ancora viva”.
Tortorilla
ha affermato che la messa che intende celebrare venerdì alla First Christian
Church sarà la sesta dalla sua ordinazione – tutte avvenute in chiese
protestanti, mai cattoliche.
Dan Bryant, pastore anziano alla First Christian, riferisce che la sua chiesa
affitta regolarmente i suoi spazi a una ampia gamma di gruppi religiosi, senza
abbracciare o rifiutare nessuna dottrina. Afferma che l’ordinazione delle donne
non è un problema per la sua denominazione che ha ordinato la prima donna nel
1888.
Tortorilla
afferma che la mancanza di preti nella chiesa cattolica e gli scandali di abusi
sessuali potrebbero o non potrebbero portare un giorno a permetterle di
celebrare in una chiesa cattolica.
Ma
è certa che esistano fedeli cattolici in cerca di alternative.
“Sono
stupita dalle grandi esternazioni di gioia, entusiasmo e gratitudine che ricevo
dalla gente, che viene da me e dice ‘grazie
per aver corso il rischio’”.
(Traduzione di
Stefania Salomone)
Female priest’s challenge to church
comes to Eugene
By Jeff Wright The Register-Guard
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One of two things will happen at a downtown Eugene church Friday night:
A woman priest will celebrate Mass. Or: A woman “priest” will celebrate “Mass.”
This much is certain: Former Eugene resident Toni Tortorilla will return to
preside over a religious service billed as a traditional Catholic Mass.
Tortorilla, 60, is a Portland psychotherapist and divinity school graduate who
says she has felt called to the priesthood since childhood. In July, at a
ceremony in a Protestant church in Gresham, she became the first woman Roman
Catholic priest in Oregon — at least in the eyes of her supporters.
Tortorilla is among nearly 100 women worldwide who say they have been ordained
as priests or deacons in a Roman Catholic Womenpriests movement that began in
2002. The movement aspires to support “theologically qualified” women who feel
“called by the Holy Spirit” to minister to fellow Catholics.
Tortorilla and her colleagues contend they were ordained by female bishops who
in turn were ordained by male bishops in good standing with the Roman Catholic
church.
But church law, specifically Canon 1024, strictly forbids such action: “Only a
baptized male validly receives sacred ordination.”
The Womenpriests movement made news in recent days when two Catholic women were
ordained as priests Sunday in St. Louis. The archdiocese there warned that the
women would be excommunicated if they went through with their plans.
The Archdiocese of Portland has made no such threat against Tortorilla, but has
made clear its view that her actions are void and hurtful.
“Any person who claims to have been ordained a Catholic bishop, priest or
deacon without the proper authorization from church authorities not only is
making a false representation of the facts but also by such an act leaves our
church community,” Archbishop John Vlazny said in a recent statement. “We are
always saddened when sisters and brothers walk away from us, particularly in
this manner.”
Patricia Killen, a historian of North American Christianity who teaches at
Pacific Lutheran University in Tacoma, said the debate about women’s ordination
raises multiple issues around who has ultimate authority — the church or a
person’s conscience — in a modern world.
Tortorilla’s actions can be viewed as a symbolic gesture of resistance, a
misguided attempt to disrupt the church, or a plausible way to move the church
to new theological ground, said Killen, who is Catholic. “There’s no way to
predict,” she said.
Tortorilla, when asked if she feels her actions are hurting the church, quotes
a revered Catholic theologian:
“St. Augustine said, ‘An unjust law is no law at all.’ ”
On a personal level, Tortorilla says she feels bound to honor a lifelong
calling that crystallized during the 15-plus years she lived in Eugene and
Cottage Grove.
She is accustomed to the familiar questions — Why not become a nun, or serve
the church as a religious education teacher, or switch to a Protestant
denomination where ordination of women is allowed? She says she has explored
those options in good faith, and came up spiritually empty.
“The fact is, I am a Roman Catholic woman and the call I feel is specific to
the Roman Catholic priesthood and to sacramental ministry,” she said. “I don’t
know God’s purpose in this, I only know what is true for me.”
Tortorilla says she was only 5 years old when she stood beside her parents at
the rear of their church one Sunday and gazed upon the altar across the
sanctuary. Suddenly, she felt a pull toward the altar so powerful it seemed like
a magnet. Her child’s mind struggled to make sense of it.
“All I knew was, this is where I belonged, this is what I was meant to be, this
is my future,” she said. “It was such a profound experience that I never
doubted it.”
Tortorilla first arrived in Oregon in the 1970s, when she lived in Cottage
Grove and served as religious education coordinator for a local parish. She was
excited to teach others about Vatican II, which liberalized certain aspects of
Catholic doctrine in the 1960s.
But she says she quickly bumped up “against the stained glass ceiling,” and
chafed when some members went to the parish priest to get his permission “to
believe what I was telling them.”
Tortorilla later moved to Eugene, where she lived for 14 years from 1979 to
1998. She opened her private therapy practice and was an active member of St.
Jude Catholic Church in south Eugene. There, she became involved in an outreach
ministry that sought to serve divorced, remarried and other Catholics “who felt
alienated and disenfranchised” from the church.
Then, in 1992, Tortorilla became mobilized by Ballot Measure 9, the anti-gay
rights measure in Oregon that drew national attention.
“As a counselor, I was very aware that people were hurting,” she said. “I felt
this great need to counterbalance the hurtful, negative things that were being
said and the way that the Bible was being used to lampoon gay and lesbian
people.”
Tortorilla helped create a new ministry, in conjunction with the St. Thomas
More Newman Center near the University of Oregon campus, that reached out to
gay and lesbian Catholics.
By 1998, the call to priesthood had grown louder and Tortorilla moved to
California to pursue her divinity degree at the Jesuit School of Theology in
Berkeley. Three years later, she had her degree and began looking for work
within the church. In more than one job interview, she said, the first question
asked was her position on women’s ordination.
No church assignment materialized, and Tortorilla reopened her therapy practice
in Portland. But fate intervened again in 2005 when she attended a church
conference and learned, for the first time, about the Womenpriests movement.
“My heart was pounding,” she recalled.
Paul and Mary Michaud, longtime members at the St. Jude parish, attended Tortorilla’s
ordination ceremony in July. They say they respect her empathy, her loyalty and
her perseverance.
“We know this is the way change comes — a little crack here, a little crack
there, and then eventually it reaches the center,” Mary Michaud said. “I’m 80
years old and I’m happy to see this happening while I’m still alive.”
Tortorilla said the Mass she plans to celebrate Friday at First Christian
Church will be the sixth since her ordination — all of them in Protestant, not
Catholic, churches.
Dan Bryant, senior pastor at First Christian, said his church regularly rents
its space to a variety of religious groups, without embracing or rejecting any
particular doctrine. Women’s ordination, he noted, is not an issue in his
denomination, which ordained its first woman in 1888.
Tortorilla said the Catholic church’s shortage of priests and clergy sex abuse
scandals may or may not lead to the day where she celebrates Mass at a Catholic
church.
But she said she does know there are Catholics looking for alternatives.
“I am amazed at the amount of joy and excitement and gratefulness that I am
experiencing from people, who come up and say, ‘Thank you for taking this
risk.’ ”