Don Gelmini scrive a Benedetto XVI
Il sacerdote vuole potersi "difendere
liberamente dalle accuse senza coinvolgere l'autorità ecclesiastica e
canonica"
Don Gelmini scrive a Benedetto XVI "Vorrei essere ridotto a laico"
Il fondatore della Cominità Incontro è indagato per molestie dopo le accuse di
alcuni ex ospiti del suo centro di recupero
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TERNI - Vuole restare con i suoi ragazzi "fino alla morte", ed essere
ridotto allo stato di laico per poter affrontare le questioni giudiziarie senza
coinvcolgere l'autorità ecclesiastica. Queste le richieste che don Pierino
Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, ha avanzato in una lettera scritta
di sua iniziativa a Benedetto XVI. Dallo scorso agosto, il sacerdote, 82 anni,
è indagato dalla Procura di Terni per presunti abusi sessuali, dopo la denuncia
di alcuni ex ospiti della sua comunità.
Don Gelmini, spiegano dalla Comunità, "sua sponte ha mandato una lettera a
Sua Santità, finalizzata a garantire perinde cadaver, fino alla morte, la sua
permanenza con i ragazzi della Comunità Incontro. Pertanto, a tal fine, siccome
si spalanca un orizzonte doloroso legato a questa vicenda giudiziaria, per
poter liberamente affrontare le questioni a essa legate, don Gelmini chiede
autonomamente pro gratia, quindi non perché imposto, al Santo Padre, la
riduzione allo stato laicale, non di diacono come è stato scritto", per
"potersi difendere liberamente senza dovere coinvolgere l'autorità
ecclesiastica e canonica nelle vicende che seguiranno".
All'inizio di dicembre il sacerdote è stato colpito da un malore di origine
cardiaca. Le sue condizioni sono gravi ma stabili. Ha rifiutato il ricovero in
ospedale per "restare vicino ai suoi ragazzi", anche se non
parteciperà alle celebrazioni per il Natale.
(23 dicembre 2007) - da La repubblica
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/don-gelmini/don-gelmini/don-gelmini.html